| DANTE TURINA | ||
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La sua attività artistica è stata molto intensa: ha allestito personali in varie parti d'Italia ed ha partecipato a rassegne e ad importanti concorsi a carattere nazionale ottenendo consensi di critica ed aggiudicandosi ambiti premi. Quotidiani e riviste d'arte hanno scritto di lui: |
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(da "Il Tempo" del 30 luglio 1966) |
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| "...Pittura di tradizione malgrado una tendenza ad un certo impressionismo moderno, le opere di Dante Turina si distinguono per l'originalità del loro impasto. Pittura libera, sincera, vibrante di toni caldi, efficaci, di una certa gamma di bigi, di verdi sordi, illuminati da bianchi vivi e crudi che danno una grande luminosità all'insieme..." |
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(da "La Revue Moderne des Arts et de la Vie" Parigi, 1 maggio 1967) |
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| "...Dante Turina è senza dubbio un autentico pittore, che vive di colore e di ritmo e per documentare questo basterebbe spezzare un suo quadro, spezzarlo in cinque o sei parti, ne risulterebbero altrettanti quadri, quadri astratti, s'intende, perchè la rottura inciderebbe la sottile trama figurativa, ma pur sempre ritmicamente certi e per forze interne, equivalenti..." | ||
(Sandro Moricelli de La Nazione, Novembre 1968) |
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"...In Dante Turina il colore è colto e bizzarro, apparentemente immediato, esso rivela, oltre alla predisposizione naturale, quasi genetica per le cromie, la dimestichezza con la sperimentazione, il piacere di coniugare gli azzurri ai verdi, la garanza alle terre ed il tutto per strati nervosi in cui la spatolata, larga e marezzante, è già disposta a restituire i volumi di quinte arboree, impennate di montagne, dolcezze di declivi, piste innevate. Dentro questa pittura fortemente emotiva, in queste falde di colore straordinariamente pulite perchè gelose della propria individualità, la luce resta come imprigionata e affida i suoi SOS disperati a mille riflessi opalescenti che la rendono dinamica, viva. Dante Turina, inoltre, pur traendo stimoli dalla natura, ne travalica i limiti e, non contrabbandando le sue ricerche per esiti ultimativi, tende a sintesi che lasciano intravedere la sua disponibilità per un vagheggiato viaggio verso il fascinoso mondo dell'astrazione..." |
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(Alberto Scotti) |
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Dante Turina era e resta un pittore figurativo. Resta un uomo cosciente della sua condizione sociale e culturale. Ha avvertito, come del resto è accaduto in moltissimi artisti ormai allontanatisi dal discorso strettamente locale, l'esigenza di una proiezione verso una problematica di più ampio impegno. E quanto ne è derivato ripropone quella logicità e serietà di lavoro che solo dalla tanto bistrattata provincia poteva rinascere. E' fondamentale avvicinarsi a questo artista reatino sapendo in partenza che egli si è rinnovato (fino a porsi su un terreno di netta avanguardia storica) all'interno di un mondo figurale che sembrava destinato alle ristrettezze del tradizionale ma che va invece rivalendosi sempre più l'unica ancora di salvezza per una società che vuole ritrovarsi, che vuole riacquistare un volto decisamente umano. |
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Emidio Di Carlo |
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" A Dante Turina Giorgio De Chirico Roma 1 luglio 1976 |
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